Simboli e storie. La bandiere nazionali e i loro significati



Fin dall’antichità il ricorso a punti di riferimento visibili e colorati è stato fondamentale, come ad esempio il rosso, nel caso delle legioni romane. Ma anche le “bande nere” di Giovanni de’ Medici all’inizio del Cinquecento sono un altro esempio famoso.

Più tardi, con la formalizzazione degli eserciti di Stato, il colore si trasferisce alle divise: al tempo di Napoleone, i francesi erano identificati con il blu, gli inglesi  con il rosso, i russi con il verde, gli austriaci bianco. Spesso un simbolo cittadino è così resistente da attraversare il Medioevo e da finire addirittura nell’emblema delle squadre di calcio (vedi il Milan, fra le altre).

Qui si nota la persistenza del simbolo urbano, nonostante il contesto, rispetto a quello ufficiale. Nei casi in cui le Signorie sono diventate Stati regionali, la bandiera diventava il simbolo del casato vincente e così pure nell’ulteriore transito verso la monarchia, un esempio sono i gigli di Francia, i leoni inglesi, l’aquila austriaca o imperiale e così via. Esporre una bandiera ha un suo particolare protocollo da seguire.

Attualmente come utilizzare la bandiera italiana viene regolato dalla legge n. 22 del 5 febbraio 1998 e dal decreto del Presidente della Repubblica n. 121 del 7 aprile 2000, questa normativa dispone l’esposizione della bandiera italiana insieme a quella dell’Unione europea. Il protocollo prevede che alla bandiere venga sempre assicurato il massimo decoro dovuto ad uno dei simboli dello Stato. Pertanto, le bandiere devono essere esposte in buono stato e correttamente dispiegate; né su di esse, né sull’asta che le reca, si applicano figure scritte o lettere di alcun tipo. Su ciascuna asta si espone una sola bandiera.

Negli enti pubblici vengono nominati i responsabili alla verifica dell’esposizione corretta delle bandiere all’esterno e all’interno degli edifici pubblici chiamati flag men. I responsabili delle bandiere assumono, pertanto, la responsabilità di assicurare la corretta esposizione, nel rispetto delle regole protocollari, e il mantenimento delle bandiere in condizioni di pulizia e decoro, provvedendo ad un’attenta verifica sui vessilli esposti ed adoperandosi per evitare che essi si presentino logori, scoloriti, strappati, sporchi o male avvolti intorno all’asta. il mancato o impreciso svolgimento di tali compiti com- porterebbe per i flag men il venir meno ai propri doveri di ufficio. Ma dove devono essere esposte? La bandiera della Repubblica italiana e quella dell’Unione europea vengono esposte all’esterno di:

  • edifici che ospitano gli organi costituzionali e di rilievo costituzionale
  • la sede del Governo
  • i Ministeri
  • i consigli regionali, provinciali e comunali in occasione delle riunioni degli stessi
  • gli uffici giudiziari
  • le scuole e le università statali
  • i seggi elettorali durante le consultazioni
  • le sedi delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all’estero
  • gli edifici ove hanno sede i commissari del Governo presso le regioni e i rappresentanti del Governo nelle province
  • le sedi degli altri uffici periferici dello Stato di livello dirigenziale generale o dirigenziale, aventi una circoscrizione territoriale non inferiore alla provincia
  • le sedi centrali delle autorità indipendenti e degli enti pubblici di carattere nazionale, nonché di loro uffici periferici.
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