Bandiere come simboli di pace



Le bandiere delle città italiane raccontano, anche esse, la storia del popolo che la abita e la abitava. In molti casi illustrano la storia e i casati che si sono succeduti oppure quelli che  maggiormente si sono distinti in opere di vario genere. Nascono così gonfaloni e stemmi cittadini che rappresentano nel mondo la città. Tra le più conosciute abbiamo la bandiera della città Milano, ma non solo le bandiere delle città italiane sono tante e varie. Ad esempio partendo dall'estremo lembo d'Italia troviamo Lecce, conosciuta per i disegni barocchi delle sue chiese ma in realtà quello che compare sul suo gonfalone è una lupa a simboleggiare l'unione con il mondo romano, sovrastata da un leccio. In realtà la sua origine è messapica.

Rimanendo a sud uno tra i più misteriosi ed affascinanti simboli comparsi sulle bandiere è quello raffigurato sullo stemma della Sicilia, si tratta di una triscele ritrovata nella zona di Agrigento, a Palma di Montechiaro, l’origine potrebbe essere minoica, una delle prime civiltà comparse sull'isola, a conferma di quanto racconta Omero, e cioè che Minosse, partito da Cnosso all'inseguimento di Dedalo, sbarcò in Sicilia. Questa Triscele di terracotta è conservata presso il Museo Archeologico di Agrigento. Lo stesso simbolo però compare su altre bandiere nel mondo come ad esempio su quella dell'Isola di Man.

Arrivati in Sicilia nel 1072, i Normanni "esportarono" anche la trinacria, infatti, compare nella sua bandiera della piccola isola in sostituzione di quello precedente - un vascello - di origine scandinava. Spingendosi geograficamente oltre, la trinacria o triscele è presente anche negli stemmi e bandiere di varie dinastie nobili quali gli Stuart d'Albany d'Inghilterra, i Rabensteiner di Francia, gli Schanke di Danimarca, i Drocomir di Polonia, e in quello di Gioacchino Murat, re delle Due Sicilie all'inizio del 1800. Altro simbolo riconoscibilissimo è la bandiera della croce Rossa.

Il nome e l'emblema che vediamo su bandiere o ospedali militari vennero stabiliti con la Convenzione di Ginevra del 1864, in quello stesso anno venne deciso universalmente il carattere neutrale degli ospedali, ambulanze e personale sanitario che riportava questo simbolo durante le guerre. Naturale conseguenza fu poi l'adozione di un bracciale e di una bandiera, uguale per tutti gli Stati, con una croce rossa in campo bianco come segno universale di protezione. Bisogna specificare che l'emblema non ha significati religiosi è stato ottenuto invertendo i colori della bandiera svizzera, in omaggio al paese ospitante la Convenzione.

Nel 1876, però, la Turchia, in guerra da sei mesi con la Russia, dichiarò improvvisamente che l'emblema con la croce rossa contrastava con le convinzioni religiose delle sue truppe e di conseguenza adottò, come segno distintivo, la mezzaluna rossa in campo bianco in seguito, venne adottato anche da numerosi paesi arabi o a maggioranza musulmana. Nel 1997 la Conferenza internazionale ha istituito una commissione di esperti con il compito di risolvere la questione relativa alla diversità dei simboli, visto che anche Israele aveva proposto il riconoscimento della stella di David rossa.

La bandiera della Croce Rossa ha due significati distinti, in tempo di pace serve a segnalare le installazioni e il personale delle società nazionali. Deve essere pertanto di piccole dimensioni in modo da essere visibile solo da vicino, in guerra ha un valore protettivo quindi il simbolo deve essere ben visibile.

Contattateci per richiedere maggiori informazioni!