Bandiera del Messico, storia e curiosità

La bandiera del Messico

La bandiera messicana è il simbolo più importante e sentito della patria, e, come molte altre bandiere nazionali, ha una storia affascinante e legata alla cultura della nazione. L'attuale bandiera del messico è stata adottata ufficialmente solo nel 1968, ma la sua nascita, in particolare dello Stemma del Messico, risale a molto tempo prima, e bisogna ricercare le sue origini nella cultura azteca che fiorì in Messico a partire dal 1300.

I colori della bandiera, verde bianco rosso, rappresentano in ordine:

  • l'indipendenza (dalla Spagna),
  • la religione (cattolica) e la purezza degli ideali del popolo
  • l'unione fra gli stati messicani (in un secondo momento, prima l'unità fra europei e americani)

Questo è vero almeno secondo la "Bandera Trigarante de Mexico", dalla quale è stata ispirata l'attuale bandiera messicana; tuttavia, come per tutte le bandiere del mondo per le quale non esistano una documentazione scritta relativa al design scelto, altre interpretazioni si sono susseguite, tra le quali una delle  più in voga è quella trapelata dalla secolarizzazione del paese operata da Benito Juárez, secondo la quale il verde rappresenta la speranza, il bianco l'unità e il rosso il sangue degli eroi della patria.

Somiglianza con la bandiera italiana

Per via della disposizione comune del tricolore, molti ritengono che l'unica differenza esistente tra la bandiera italiana e la bandiera messicana sia soltanto lo stemma presente nella seconda. Ma la nostra bandiera non solo utilizza una tonalità più chiara di verde, ha anche proporzioni diverse rispetto a quella messicana: infatti quelle della bandiera italiana sono pari a 3:2, mentre per l'altra risultano essere 7:4.

I simboli dello stemma della bandiera del messico

Al centro della striscia bianca c'è l'emblema nazionale del Messico, con un diametro di tre quarti della banda, e consiste in un'aquila messicana che divora un serpente e lo tiene stretto e sollevato con il becco e l'artiglio destro; l'aquila è appollaiata su di un cactus situato su di isolotto sul lago Texcoco (rappresentato da un glifo Nahuatl).

L'emblema è basato sulla leggenda messicana che racconta come la sua gente vagò per duecento anni nel territorio cercando il segno indicato dai loro dei per fondare la città di Tenochtitlán, quando infine lo videro: un'aquila che divorava un serpente.

In realtà l’aquila era già un animale simbolo di questo popolo e del suo orgoglio, mentre il serpente era considerato benevolo, in quanto rappresentava la madre terra. Nelle credenze azteche il rettile era origine e “madre” del dio Huitzilopochtli, mentre l’aquila richiamava il sole. In questo quadro anche il cactus è riconducibile alle caratteristiche della terra messicana e i suoi frutti rappresentavano il cuore del nipote del dio, Copil, ucciso dalla popolazione azteca su ordine di Huitzilopochtli. 

Quindi la fondazione della capitale del regno azteco, Tenochtitlan, le cui rovine sorgono sull’attuale Zócalo o Plaza de la Constitución nella capitale, l'odierna Città del Messico, pare fu un desiderio del dio che ordinò la costruzione nel luogo esatto dove venne ritrovato il cuore di Copil.

Altre curiosità

In occasione dei Giochi Olimpici tenutasi a Città del Messico nel 1968, che ha costituito un evento internazionale di importanza fondamentale per l'immagine della nazione, allo stemma è stato aggiunto due rami, uno di quercia e l'altro di alloro, che formano un semicerchio sotto all'aquila, a simboleggiare l'onore e la vittoria.

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